Archivi categoria: Rassegna Stampa

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Manchester Social Club

Interessante reportage de “La Repubblica” sull’Fc United of Manchester, squadra fondata nel 2005 da tifosi del Manchester dopo l’ascesa dei Glazer alla presidenza del club. Un altro calcio è davvero possibile. 

Il controcalcio dei tifosi ribelli

Né City né United, né sceicchi né multinazionali: c’è una terza squadra nella capitale del football inglese. Gioca in settima divisione e appartiene “al popolo”. È quella fondata dai supporters fuggiti dall’Old Trafford dopo l’arrivo dei padroni americani: “Non veniteci a parlare di business: qui conta solo la maglia, come una volta” Continua a leggere
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La Gazzetta dello Sport: “Date più voce ai tifosi, la via italiana all’azionariato popolare”

Articolo molto interessante sul tema dell’ azionariato popolare a firma di Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport (qui articolo in pdf), da tempo attento osservatore delle realtà italiane in crescita e sui probabili sviluppi nel futuro delle associazioni di tifosi come risorsa per il calcio italiano.

Calcio, tifosi nel capitale dei club, la via italiana all’azionariato popolare

Se il Bayern è utopia anche in Italia i trust di sostenitori sono entrati nel capitale delle società. È il caso di Ancona, Arezzo, Modena, Rimini, Taranto. E non mancano altri esempi

Un club come il Bayern Monaco, spinto sul tetto del mondo dai suoi 223.985 tifosi-azionisti, è utopia in Italia. Ma qualcosa, dalle viscere del movimento, si sta muovendo. Ci sono sostenitori che gestiscono il settore giovanile (Sambenedettese e Taranto), altri che fanno integrazione (Ancona), altri ancora che hanno le chiavi del museo (Lucchese). Tutti quanti, fateci caso, tifano per squadre morte e poi risorte: è nei momenti di maggior bisogno che il pubblico si fa sentire. Continua a leggere

La Gazzetta dello Sport: Vai allo stadio? Auguri…

Troppa burocrazia, comprare biglietti è quasi impossibile

Tessera del tifoso, divieti, documenti: quanti disagi
Iter da snellire e nuove tecnologie da sfruttare

(Marco Iaria)18 agosto 2013, un’ordinaria domenica di mezza estate. Fuori dal Meazza, prima di Inter-­Cittadella, centinaia di tifosi tentano invano di acquistare un biglietto: famiglie in coda lottano contro quel mostro che è la burocrazia e, dopo un po’, tornano a casa delusi. Qualche ora più tardi, dentro l’Olimpico, centinaia di pseudo­tifosi della Lazio non la smettono di fare buu ai giocatori neri della Juventus, protetti da uno stato di impunità. Ripensando a quei due fotogrammi si rafforza il sospetto: c’è qualcosa che non va nella gestione del pubblico da stadi se, in nome del sacrosanto principio della sicurezza, si finiscono per punire le persone perbene più di quanto non si riesca ad allontanare dai nostri campi quella sparuta minoranza che, ormai impossibilitata ad esercitare la violenza fisica, ripiega su quella verbale. Continua a leggere

La Gazzetta dello Sport: «Il calcio ritorni a misura di tifoso»

gazzetta_20130420-iariaLa parola agli ultrà «Il calcio ritorni a misura di tifoso»

Altro articolo di Marco Iaria all’interno dello speciale “il calcio che vogliamo” della La Gazzetta dello Sport. Questa settimana il tema sono le proposte per un calcio più a misura di tifoso lanciate dagli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria, uno dei gruppi storici del tifo italiano. Cinque punti, importanti per ridare agli stadi italiani colore e partecipazione, che testimoniano della volontà di dialogo che anima molti ultras. Un punto di partenza importante per promuovere anche tra le realtà più radicali del tifo italiano nuove forme di rappresentanza e partecipazione all’interno dei propri club, unica vera e radicale novità, senza la quale le proposte degli  ultrà rischiano di essere solo dei palliativi. Solo affrontando il problema alla radice, infatti, possiamo rendere possibile il sogno di un calcio davvero a misura di tifoso… Continua a leggere

La Gazzetta dello Sport: “Il calcio tedesco esempio virtuoso”

gazzetta_20130316_iariaA lezione di Bundesliga «Riportate il colore nei vostri stadi»

Parla un blogger tedesco che vive in Italia: «Meno burocrazia, più servizi. I club coinvolgano i tifosi» Kai Tippmann: «Metro, bagni puliti, parcheggi, prezzi popolari: il divario è questo»

A volte basterebbe solo un sorriso. Sei al tornello, aspetti diligentemente in fila e quando è il tuo turno lo (o la) steward ti volge lo sguardo facendo gli onori di casa, quasi a dire «Benvenuto nel nostro stadio, divertiti». No, quell’atto di cortesia non cancellerebbe con un colpo di spugna la crisi di pubblico del calcio italiano, non farebbe ripopolare d’incanto i nostri stadi. Ma vorrebbe dire molto, segnerebbe almeno simbolicamente un passaggio: la gestione non più del «problema» ordine pubblico bensì del flusso di gente come «opportunità» per arricchire lo spettacolo. A Kai Tippmann è rimasto impresso questo particolare: «Cominciamo con un sorriso sulle labbra. I tifosi apprezzerebbero. Un servizio di accoglienza più educato, magari anche meglio pagato, è un primo passo». Continua a leggere

La Gazzetta dello Sport: “Diamo più voce ai tifosi”

Il sogno è entrare nella vita dei club. L’italia ci prova

I «trust» spopolano all’estero. Da noi piazze come Taranto sono salve grazie ai supporter

MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

gazzetta_20130309_iariaL’Unione europea riconosce la bontà di queste iniziative per migliorare la governance
Le Leghe: «Serve più comunicazione con i fan italiani e un interlocutore a livello nazionale»

Rimettere i tifosi al centro della scena, farli sentire parte integrante del sistema, trarre giovamento dalla loro vitalità e dalla loro conoscenza del territorio. È una sfida che dovrebbe essere in cima all’agenda del calcio italiano. E, a parole, la pensano così le stesse istituzioni. Ora, però, servono i fatti. Come? Coinvolgendo di più i tifosi nella vita delle squadre. All’estero i «supporter trust» sono diffusi e spesso hanno dato una risposta a certe derive gestionali. Si tratta di associazioni di fans nate con lo scopo di contare di più all’interno delle società, di avere rappresentanze nei meccanismi decisionali, di contribuire a rafforzare il legame con la comunità.  Continua a leggere