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Comunicato Forum Biancorosso

Riportiamo di seguito il comunicato del forum biancorosso, diffuso in mattinata, in risposta a queste parole dell’assessore allo Sport del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini:

“Sport=Pratica sportiva.
Quanti problemi in meno se invece delle tante interpretazioni distorte si riuscisse a cogliere il senso di questa semplicissima equazione”. Con queste parole sul suo profilo facebook l’assessore Gian Luca Brasini ha inteso chiudere alcune polemiche seguite alla sua presa di posizione – giustissima – contro le violenze precedenti all’amichevole Rimini-Bologna. Prese di posizione che tuttavia sono state criticate per aver anche tirato in ballo De Meis e il suo progetto per la Rimini Calcio, come se il presidente avesse colpa per l’arrivo di 30 delinquenti ben noti per le loro imprese extrasportive giunti apposta da Bologna. Tanto che nei numerosi commenti sui social network più di una persona ha adombrato la possibilità che la polemica fosse strumentale rispetto al criticato progetto di rinnovo della pista d’atletica nel contesto di uno stadio fatiscente. Si parla infatti di “rivoluzione culturale” per lo sport, ma ci si chiede se questa possa prescindere da una riqualificazione delle strutture: non può certo essere l’attuale degrado l’humus per innescare la “nuova era” invocata da Brasini. Ma occorre tornare alla “semplicissima equazione” giacché a enunciarla è l’assessore allo sport. Che la persona preposta al governo dello sport in città abbia una visione così semplicistica ci preoccupa. Stando alla “semplicissima equazione” Vincenzo Bellavista, in quanto “non praticante”, non sarebbe un uomo di sport, pur avendo con le sue risorse fatto praticare il calcio a centinaia di ragazzi e coinvolto allo stadio migliaia di riminesi. Lo stesso si potrebbe dire per Zangheri col baseball (altri sport, un tempo anche gloriosi, purtroppo non possono esser più chiamati a testimoni, anche questo forse sarebbe un dato su cui riflettere). La verità, e un politico lo dovrebbe ben sapere, è che lo sport e la pratica sportiva si sostentano grazie alle società sportive, ai capitali imprenditoriali dei dirigenti, alle sponsorizzazioni, al volontariato di molti appassionati, al pubblico che assiste e sostiene. Ma anche uno sponsor (magari vitale) e uno spettatore di una partita non rientrano nella “semplicissima equazione”. Non praticano, al limite fanno praticare altri, o sostengono: questo per l’equazione non è sport. E’ curioso che la “semplicissima equazione” non sia applicata, per esempio, dalla FIGC, che nei criteri per i ripescaggi (argomento di scottante attualità a Rimini) include il numero di spettatori e la storia del club. La storia: già perché lo sport è anche cultura, vissuto. Ma il vissuto altro non è che memoria collettiva, impressa nei ricordi di una città tramite i testimoni di un evento, appunto gli spettatori. Un’impresa sportiva è di chi la fa, certamente. Ma sarebbe tale se non fosse condivisa da una comunità che la vive e la narra, facendola entrare nell’immaginario? Tuttavia, anche i testimoni o la storia “immateriale” non rientrano nei praticanti, sono fuori dalla “semplicissima equazione”. Quegli spettatori, ma anche gli organi di stampa che sostanziano la narrazione e che con il loro interesse attirano gli sponsor che permettono la pratica sportiva… non rientrano negli sportivi.
Per analogia, o meglio per paradosso, immaginiamo che un collega di Brasini, l’assessore alla cultura Massimo Pulini, applicasse anche lui la “semplicissima equazione” alle sue competenze: “cultura=chi fa cultura”. Questa sarebbe dunque appannaggio solo di chi materialmente dipinge, di chi scrive, di chi suona. Chi visita una mostra ma non dipinge, chi assiste a un concerto ma non suona, e chi va in biblioteca ma non ha scritto lui i libri non sarebbe un “praticante”, e in quanto semplice spettatore non farebbe cultura. Stesso discorso per chi sponsorizza la cultura e diventa mecenate. In questo caso l’equazione verrebbe chiamata non “semplicissima” ma “banalissima”. All’assessore Brasini non sorge il sospetto che sia banalissima anche applicata allo sport?

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