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Lo Swansea salvato dai tifosi sfida il Chelsea di Abramovich

Di seguito un interessante articolo pubblicato sulla Gazzetta dello Sport di oggi, a cura di Alex Frosio, che pone l’attenzione sulla sfida Chelsea-Swansea di Premier (in campo oggi alle ore 16). Sfida interessante, non solo perchè i due club sono appaiati in testa alla classifica, ma soprattutto perchè si fronteggiano due modi molto diversi di intendere il calcio: da una parte i Blues del miliardario Abramovich, dall’altra lo Swansea salvato dai tifosi e tornato in Premier nel 2011 partendo dalla quarta serie inglese. Insomma, comunque vada oggi allo Stamford Bridge i tifosi dello Swansea la loro partita l’hanno già vinta

Swansea da film a casa Chelsea

Al cinema la storia del club gallese salvato dai tifosi, a Stamford la sfida al vertice

di Alex Frosio

Lo sbarco di Roman Abramovich al Chelsea è datato estate 2003 e tutti se lo ricordano. Pochi conoscono invece quello che successe un anno prima un po’ a più a ovest di Londra: in Galles, lo Swansea – squadretta di quarta serie inglese vicina al fallimento per un debito di 4 milioni di sterline – viene salvato da un trust di tifosi in collaborazione con quattro uomini d’affari della città (anche loro tifosi degli Swans). E se gli ultimi dieci anni di Chelsea sono pieni di successi e spese (100 milioni solo all’ultimo mercato e un valore di rosa di circa 450 milioni), altrettanto si può dire, con le dovute proporzioni, dello Swansea, che ha speso 27 milioni in estate e ha un valore di rosa di nemmeno 100 milioni: promosso in League One nel 2005 (con trasloco nel nuovo Liberty Stadium), poi in Championship nel 2008 con Roberto Martinez in panchina, infine l’approdo in Premier nel 2011 e il successo nella Coppa di Lega 2013.

Azionariato popolare Oggi lo Swansea dell’azionariato popolare è una società modello: 18,5 milioni di profitto nel 2012, addirittura 20 nel 2013. Il presidente è un tifoso – si chiama Huw Jenkins -, il supporters trust detiene il 20 per cento delle quote del club ed elegge un membro del cda. Dal 2006 il prescelto è sempre stato Huw Cooze. Sue queste parole: «In Premier vediamo club che appartengono ad Abramovich e allo sceicco Mansour. Noi non vogliamo che questo possa mai accadere allo Swansea. Sentiamo di poter avere comunque successo, ottenere sempre qualcosa di più, e sentiamo di poterci riuscire da soli, con il duro lavoro».

swanseaCosta in dubbio Difficilmente gli Swans contenderanno a City e Chelsea il titolo, ma intanto oggi si presentano a Stamford Bridge in testa alla classifica (secondi solo per differenza reti) proprio insieme ai Blues. A punteggio pieno dopo tre giornate e già con lo scalpo del Manchester United, battuto a Old Trafford alla prima giornata. L’ultima volta, al Liberty Stadium, finì in polemica: successo del Chelsea, Swansea in dieci dopo 16’ per due gialli a Chico Flores nel giro di due minuti. Su pressione della panchina Blue, sostenne il tecnico dei gallesi Garry Monk, che non strinse la mano a Mou a fine partita. «Non sono stato l’unico, credo, ma stavolta giuro che gli darò la mano», ha detto Monk, che ha giustamente ricevuto il premio come manager del mese di agosto (battendo proprio Mourinho, oltre che Hughes e Lambert). Il giocatore migliore è stato invece giudicato Diego Costa, che ha già segnato quattro gol nelle prime tre giornata. Ecco un’altra delle grandi differenze tra i due club che comandano la Premier. Il centravanti è però tornato dall’impegno con la Spagna con un piccolo problema muscolare. «Abbiamo ancora un allenamento per testarlo, dobbiamo ancora prendere una decisione definitiva ma ha qualche chance di giocare».

Al cinema Lo Swansea è arrivato a Londra prima nei cinema che a Stamford Bridge. Da ieri sera è infatti in programmazione nelle sale di Leicester Square, pieno centro della capitale, «Jack to a king», un docu-film che racconta la storia della sopravvivenza del club e la sua clamorosa scalata ai vertici del calcio inglese. Tra gli intervistati, anche Garry Monk, che prima di assumerne la guida in panchina è stato a lungo una bandiera in campo e ha vissuto tutta l’epopea. «Non è un film solo sul calcio, ma anche su un gruppo di uomini valorosi che lottano contro ogni probabilità». Come gli Swans oggi a casa Chelsea.